Erice

Cittadina rivierasca, di origini antiche, ha un’economia basata sulle tradizionali attività agricole e su quelle industriali. È sede del centro di cultura scientifica “Ettore Majorana”, noto come “Città della Scienza”. Gli ericini, che presentano un indice di vecchiaia inferiore alla media, vivono, oltre che nel capoluogo comunale, anche nella località di Casa Santa, dove si registra la maggiore concentrazione demografica; il resto della popolazione si distribuisce tra varie località minori e case sparse. Il territorio, classificato di collina, presenta dislivelli anche notevoli. L’abitato è caratterizzato da piazzette e strade strette e sinuose nelle quali si affacciano bellissimi cortili fioriti. Nello stemma comunale, concesso con Decreto del Capo del Governo, si raffigura, in campo di cielo, un monte a due cime, sovrastato da una colomba che si libra in volo, trattenendo, nel becco, un ramoscello d’ulivo; il tutto “al naturale”.
È situata nella parte nord-occidentale della provincia, sulla sommità del Monte San Giuliano, affacciato sulla costa, tra i comuni di Valderice, Buseto Palizzolo, Paceco, Trapani e l’isola amministrativa Marausa-Rilievo appartenente a quest’ultima. A 9 km dal casello di Trapani, che immette sull’autostrada A29 diramazione Alcamo-Trapani, è facilmente raggiungibile anche percorrendo la strada statale n. 187 di Castellammare del Golfo, il cui tracciato si snoda a 7 km dall’abitato. La stazione ferroviaria di riferimento, lungo le linee Palermo-Trapani e Trapani-Castelvetrano-Alcamo Diramazione, si trova a 11 km dall’abitato. L’aeroporto più vicino, di Trapani/Birgi, dista 27 km, mentre quello di riferimento dista 72 km; sul continente l’aerostazione di Roma/Fiumicino mette a disposizione linee intercontinentali dirette. Il porto di riferimento dista 14 km; quelli di Palermo e Messina, per gli altri collegamenti col continente, si trovano rispettivamente a 86 km e a 333 km. Inserita in circuiti turistici e commerciali, gravita su Trapani per i servizi e le strutture burocratico-amministrative non presenti sul posto.
L’antica denominazione greca era “Éryx”, quella latina ERYX, con l’etnico Erycini. Durante il periodo arabo prese il nome di Monte San Giuliano, che conservò fino al 1934, quando assunse quello attuale. Di origine mitica, fu occupata dagli elimi, che vi eressero il tempio dedicato al culto della dea della fecondità e dell’amore. I successivi dominatori intitolarono il tempio alle loro divinità: così i fenici vi adorarono Tanit-Astarte, i greci Afrodite, i romani la Venere Ericina. Nel 260 a.C., durante la prima guerra punica, fu invasa e distrutta dai cartaginesi. In età romana perse importanza come fortezza, mentre il Santuario venne messo a capo di una confederazione di 17 città siciliane e difeso da un presidio romano. Dopo un periodo di crisi, nel XII secolo riacquistò importanza sotto la dominazione normanna e fino al XV secolo rimase un baluardo di alto valore strategico. In seguito, l’affermarsi di Trapani segnò il suo declino. Sulle rovine dell’antico tempio sorge ancora oggi il Castello di Venere, eretto nel XII secolo sulla rupe isolata dell’acropoli. Di grande interesse storico e artistico sono anche gli edifici religiosi, tra i quali spiccano: la chiesa madre, edificata nel 1314 in stile gotico; la chiesa di San Martino, fondata da Ruggero il Normanno ma ricostruita alla fine del Seicento; la chiesa di S. Castaldo, di origine medievale ma ristrutturata nel XVII secolo; la chiesa di S. Giovanni Battista, con portale medievale.